Stop all'allergia all'acaro!

Aggiornato il: 10 lug 2020

L'allergia all'acaro è una cosa seria!

Questo minuscolo animale, appartenente alla famiglia degli aracnidi (i ragni), alberga in abbondanza in cuscini, materassi, tendaggi, peluches e moquettes.

Le sue feci raggiungono continuamente e facilmente la nostra pelle e le nostre vie respiratorie provocando irritazione ed allergie anche importanti.



Cosa fare?

Per evitare le conseguenze dell'esposizione agli acari è utile limitarne le possibilità di contatto. E' cioè possibile bonificare l'ambiente di modo da limitare la frequenza con la quale la nostra pelle e le nostre vie respiratorie ne vengono a contatto.


Ma come si attua la bonifica ambientale?

E' innanzitutto indispensabile insaccare cuscino e materasso in un copricuscino e coprimaterasso antiacaro adeguato che garantisca un completo effetto barriera, che sia cioè realizzato con un tessuto a maglia fitta (in genere poliestere) in grado di bloccare le minuscole feci dell'acaro che sono la maggior fonte di allergeni e sostanze irritanti - SCOPRI DI PIU'.


Materassi e cuscini sono enormi serbatoi di acari poiché questi si nutrono delle scaglie di pelle che continuamente e in abbondanza perdiamo (circa 3 Kg l'anno!) soprattutto durante la notte. Si forma così al loro interno una vera e propria colonia che prolifera generando quantità impressionanti di allergeni. E' per questo che è indispensabile utilizzare idonee coperture antiacaro che abbiano una trama talmente fitta da impedire il passaggio non solo degli acari ma anche degli allergeni che producono e che hanno un diametro piuttosto ridotto (circa 5 millesimi di millimetro).

Quando si sceglie una copertura antiacaro è pertanto indispensabile verificare da parte del produttore la certificazione dell'effetto barriera.


E' inoltre utile lavare periodicamente (ogni 3 mesi) coprimaterassi e copricuscini a 60°C, temperatura alla quale l'acaro muore, e settimanalmente passarvi sulla superficie un panno leggermente umido per rimuovere gli allergeni che si depositano sulla superficie esterna.